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  LA VAL DI MAGRA
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Arcola  
 

Le colline arcolane ed i suoi nuclei abitativi segnano lo spartiacque tra il bacino fluviale della vallata della Magra ed il Golfo dei Poeti, aprendo la vista del turista su interessanti paesaggi. Dai suoi borghi si possono ammirare le colline della Vallata del Magra, la foce del fiume Magra, il golfo di La Spezia e quello di Lerici, le isole Elba, Capraia e Gorgona e le meravigliose Alpi Apuane. Il clima, mite in inverno per la vicinanza del mare e per la presenza della catena Appenninica che ripara dai venti freddi del nord, Ŕ rinfrescato in estate dalle brezze di mare e di fiume. I centri storici di Arcola, Trebiano e le frazioni di Cerri. Baccano, Monti e Fresonara conservano il fascino dei borghi medioevali. Per gli amanti delle passeggiate e della mountain bike vi sono numerosi sentieri che percorrono i boschi, il parco fluviale del Magra e parte del Parco di Montemarcello; il fiume offre acque pescose. La felice esposizione al sole dei pendii e la qualitÓ del terreno favoriscono l'agricoltura di pregio(olivicoltura, viticoltura, floricoltura, ecc.); l'amante della buona cucina casalinga assapora le specialitÓ gastronomiche ed il buon vino, in particolare il Vermentino D.O.C. dei Colli di Luni (loc. Masignano) vincitore nel 1995 dell'ambito premio "Duja D'or" di Asti

STORIA

"Piccola Rocca", fu presidio romano, poi parte della Marca Ligure Orientale. Fu munita di un castello da Oberto, Conte di Luni, nel secolo X. Ereditato dal Marchese Adalberto nel 1033, il Castello fu confermato nel 1077 da Ugo e Folco, Marchesi d'Este ed eredi degli Obertenghi; successivamente possesso dei Malaspina, Arcola fu ceduta al Vescovo di Luni nel 1209. Dopo aver subito vari assedi e saccheggi, nel 1278 fu conquistata da Oberto Doria, capitano della Repubblica Genovese; nel 1320 pass˛ nelle mani di Castruccio Castracani, nel 1450 sotto il Ducato di Milano: nel 1464, i capi famiglia arcolani giurarono fedeltÓ ai Visconti. Nei 1494, Arcola fu restituita alla Repubblica Genovese, alla quale rimase legata fino alla metÓ del 1700; dopo i saccheggi spagnoli e tedeschi, il territorio arcolano passo nel 1799 sotto il dominio napoleonico e, alla fine di questo, fu aggregato al Regno di Sardegna. Nel 1923, con l'istituzione della Provincia della Spezia, Arcola dovette cedere i territori di Pitelli e Muggiano al Comune capoluogo. Su un'altura che domina la Val di Magra nel Comune di Arcola, sorge l'antichissimo borgo di Trebiano, in un luogo in cui i Liguri sconfissero i Romani. ll suo nome deriverebbe da quello di una famiglia romana, i Trebii; ricordato come castello vescovile in un documento del 963, i suoi Signori, vicedomini della Curia lunense, riconoscevano il Vescovo come loro feudatario. Dal 1241 al 1256 sotto il dominio pisano, pass˛ definitivamente ai Genovesi nei 1276.

DA VEDERE

Arcola Il Palazzo Comunale del sec. XII, la Torre Pentagonale obertenga del sec. X, il vecchio tribunale (sec. XVII), il Santuario di N.S. degli Angeli (sec. XVI) e la Chiesa di S. Nicolo (sec. XVI). Baccano La Pieve di S. Stefano e S. Margherita (sec. XI I), e la villa seicentesca Picedi Benettini. Trebiano La Pieve di S. Michele Arcangelo (sec. XV) e gli imponenti ruderi del Castello, con grandi torrioni angolari alti 20 metri.
Da Arcola, passando per Romito Magra, si raggiunge Ameglia, il cui territorio comprende gran parte del Monte Caprione.


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