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Monterosso  
 

Monterosso è il più antico e insieme il più moderno paese delle Cinque Terre, oltre che il più grande. Particolare, rispetto agli altri delle Cinque Terre, è l’estensione litoranea del paese, caratterizzato da un centro storico medievale, Monterosso Vecchio e da un quartiere residenziale moderno, che si estende lungo la spiaggia di Fegina. Tale caratteristica consente a Monterosso la più alta ricettività turistica delle Cinque Terre. Prevalente, in passato, l’attività peschereccia, culminante in quella di tonnara nei primi del 1600. Ancora oggi è operante una piccola flotta di barche da pesca e tuttora famose sono le acciughe sotto sale di Monterosso. I due quartieri sono nettamente divisi da un monte che si protende sino in mare e che una galleria perfora per collegare le due parti del paese. È il Colle dei Cappuccini, che le ultime amministrazioni civiche hanno intelligentemente sistemato con suggestivi viottoli, nicchie, panchine e una grande varietà di piante grasse, facendone una delle più gradite passeggiate per i visitatori di Monterosso.

COME RAGGIUNGERE MONTEROSSO

Il mezzo più comodo per raggiungere Monterosso resta senza dubbio il treno. Un altro mezzo comodo ed efficiente sono i battelli che però garantiscono il servizio solo in alcuni periodi dell'anno e solo in caso di condizioni meteorologiche favorevoli. Monterosso può essere raggiunta in auto più agevolmente rispetto agli altri paesi delle 5 terre. Infatti, oltre alla strada panoramica che collega le 5 terre con La Spezia, è possibile passare dalla SS 1 Aurelia, oppure dall'autostrada A12 uscendo a Deiva e dirigendosi verso Levanto e quindi Monterosso. A Fegina (quartiere a ponente) il campo di calcio in estate è adibito a parcheggio, ma nonostante ciò in tale stagione risulta difficile trovare parcheggio.

STORIA

Si fa risalire, con una certa fondatezza, l'origine di Monterosso, alle colonie romane stabilitesi lungo il litorale dopo la disfatta subita dai Liguri e la conseguente deportazione nel Sannio degli abitanti della regione nel 180 a.C.. Il nome latino di questa località Rubra corrisponde ad una famiglia patrizia della Roma Repubblicana e convalida l'ipotesi che famiglie romane abbiano ottenuto la proprietà di queste terre, dopo la deportazione dei Liguri. È facile supporre che questi primi abitanti di Monterosso non dovessero condurre una vita diversa dagli altri Liguri limitrofi, la cui economia si fondava prevalentemente sull'agricoltura e sulla pesca e la navigazione, come attività complementari. Bisogna arrivare ai Longobardi per avere qualche elemento storico più attendibile e precisamente all'invasione di Rotari del 641-645 che determinò la completa distruzione di Albareto, frazione montana di Monterosso. I suoi abitanti trovarono rifugio nel borgo protetto dal castello sulla collina di S. Cristoforo e raggruppato nella valle di Buranco. Questo divenne il nucleo originario del paese, che intorno ai primi decenni del 1000 venne conteso dalle famiglie degli Obertenghi, dei Da Passano, dei Fieschi e dei Malaspina. Ma fu realmente la Repubblica genovese ad esercitare il potere su Monterosso, legando il piccolo borgo marinaro alle sue alterne sorti. Genova provvide a dotarlo di fortificazioni, di torri di difesa sia contro le numerose scorrerie dei Saraceni sia contro i nemici pisani. L'antico Castrum obertengo, che con i suoi ruderi domina ancora Monterosso dall'alto di una rupe strapiombante sul mare, si erge imponente sullo sfondo del ciclo. Dentro le vecchie mura, dove oggi sorge il cimitero, s'alzava il castello ora scomparso, in cui il marchese aveva la propria dimora, e, sotto di esso, sorgeva la prima chiesa parrocchiale di Monterosso, intitolata a S. Cristoforo. Con la edificazione del Castrum è da ritenersi siano anche state costruite le mura di cinta del paese. Dopo la costruzione delle mura, gli abitanti sparsi per la campagna e nella collina ottennero il permesso di venire ad abitare nel recinto murato, determinando cosi la reale nascita del borgo rurale di Monterosso. Nei secoli XII e XIII soprattutto, l'edilizia cambia forma e consistenza: case in pietra e mattoni si sostituiscono alle primitive lungo l'asse principale dell'insediamento marino, coincidente con il corso ora coperto del torrente Buranco.

URBANISTICA

Monterosso è riuscito a conservare quasi intatto il vecchio borgo (che presenta nella sua tipologia edilizia gli stessi caratteri degli altri insediamenti costieri), avendo permesso in epoca recente lo sviluppo nell'insenatura di Fegina, di un abitato a carattere residenziale sorto attorno alla stazione ferroviaria. Le due parti del paese sono collegate da una strada carrabile che, per un tratto in galleria, supera il verde colle dei Cappuccini, elemento separatore fra Monterosso e Fegina.

DA VEDERE

La chiesa di San Giovanni Battista è l'attuale parrocchia del paese. Si tratta di un bellissimo tempio a tre navate ricostruito nel 1300 la cui facciata a strisce bianche e scure è ornata da un grande e ricco rosone.  Il Santuario di Soviore situato in superba posizione panoramica a quasi 500 metri di altezza, è uno dei più antichi di tutta la Liguria.


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